Pilota licenziato per e-mail sindacali: Alitalia dovrà riassumerlo
Dedalo News 26 Feb 2010: È antisindacale licenziare un comandante per i duri giudizi sul datore di lavoro espressi in una mailing list riservata agli iscritti di un'associazione professionale. È quanto ha stabilito il tribunale di Civitavecchia pronunciandosi contro Alitalia-CAI sul ricorso presentato dall'ANPAC in base all'art. 28 dello Statuto dei lavoratori e condannandola a reintegrare nelle sue mansioni di comandante di MD-80 Stefano Zanolli, 44 anni compiuti proprio il giorno in cui Roberto Colaninno e Rocco Sabelli la nuova proprietà di Alitalia ed Air One.
Zanolli era entrato in Alitalia dal novembre 1987, diventando comandante nel dicembre 1997. Dopo 21 anni di servizio era al numero 252 nell'ultima lista di anzianità della vecchia compagnia. In CAI era passato come una meteora: assunto nel gennaio 2009 e licenziato già il 20 aprile sulla base dei messaggi dai toni piuttosto duri inviati in marzo sulla lista chiusa ANPAC Mail. Il primo ironizzava su un questionario aziendale il cui tono era in contrasto con la scarsa considerazione per i piloti. Il secondo dichiarava di sentirsi «in guerra» e invitava i colleghi a fare il «minimo indispensabile». Il terzo prefigurava scioperi ed
esprimeva dubbi sulle reali intenzioni degli azionisti di CAI.
Secondo l'azienda il contenuto dei messaggi era talmente offensivo e lesivo del rapporto di fiducia giustificare il licenziamento del comandante (che in base al contratto di lavoro Alitalia-CAI è un dirigente come gli altri). Alitalia-CAI aveva contestato la legittimazione del sindacato a ricorrere per Zanolli ed aveva dichiarato di aver ricevuto le e-mail in busta anonima quando già circolavano da tempo in azienda.
Appoggiandosi ad una copiosa giurisprudenza di Cassazione, la sentenza emessa il 18 febbraio dal giudice del lavoro Sigismina Rossi dà torto all'azienda sotto ogni aspetto, salvo la richiesta ANPAC di pubblicazione della sentenza. Zanolli faceva parte del comitato tecnico di ANPAC e sotto la precedente gestione Alitalia aveva fruito di permessi sindacali, quind ANPAC poteva chiedere l'art. 28. La mailing list è una corrispondenza chiusa «non essendo CAI in possesso di alcun titolo legittimante il suo accesso alla mailing-list di ANPAC», né la compagnia ha saputo provare che i messaggi di Zanolli circolassero già ampiamente. E il licenziamento ha fatto crollare - secondo quanto riferito al tribunale dal vice presidente ANPAC Stefano De Carlo - i messaggi scambiati in lista da 1.500 a 130 al mese.
La conseguenza, secondo il giudice Rossi, è che «il licenziamento è stato irrogato sulla base di documentazione acquisita illegittimamente e, comunque, mediante in comportamento che, oggettivamente, costituisce una lesione degli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali.» Ma Rossi aggiunge anche che «le espressioni usate da Zanolli non appaiono tali da giustificare la sfiducia» del datore di lavoro e che «anche nell'ipotesi in cui si dovesse ritenere che il licenziamento è fondato su documentazione acquisita legittimamente, esso non è assistito da giusta causa e rivela, quindi, altro intento.» Dopo sei pagine, la conclusione è inevitabile: Zanolli deve essere reintegrato e Alitalia-CAI deve pagare pure le spese.