Progetto AirOne Malpensa

Progetto AirOne Malpensa
tutti noi abbiamo ricevuto il job posting inviato dall’Azienda, in una prima fase la disponibilità era stata data da una cinquantina di colleghi, oggi una grossa fetta di quei volontari hanno cambiato idea e dichiarato indisponibilità.
Vediamo perché:
In data 26 gennaio 2010 le OO.SS. e le Associazioni Professionali erano state convocate per un incontro in merito al progetto AirOne Mxp presso la sede di Roma. Riunione saltata per lo sciopero previsto per il giorno 05 febbraio 2010.
Nei giorni scorsi molti Colleghi di Cai Second (tutti residenti in zona Malpensa) sono stati raggiunti da una chiamata che li invitava ad un incontro con l’attuale dirigenza di Cai Second e AirOne nella persona del Dott. Lorenzo Caporaletti per avere l’occasione di rivolgere domande in merito ad eventuali dubbi riguardanti il progetto AirOne Mxp. Esporremo di seguito le risposte avute a determinate domande:
· Abbiamo chiesto il perché veniva richiesta una disponibilità volontaria quando, essendo noi tutti residenti entro i 50Km dalla propria base l’azienda ci avrebbe potuto distaccare coattamente.
E’ stato risposto che vogliono essere sicuri di avere tutto personale entusiasta del nuovo progetto e che la volontarietà serve semplicemente a dimostrarlo. Siamo sicuri che il motivo sia realmente quello di voler avere una dimostrazione di entusiasmo al progetto? Trovate sotto le modalità di “distacco”, occhio alla seconda.
| Distacco senza mutamento di mansioni ed entro 50 KM | Nessuna problema |
| Distacco con mutamento di mansioni ed entro 50 KM | Occorre il consenso del lavoratore |
| Distacco senza mutamento di mansioni ed oltre 50 KM | Solo per ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive |
| Distacco con mutamento di mansioni ed oltre 50 KM | Solo per ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive + consenso del lavoratore |
I dipendenti Cai, Cai First, Cai Second, AirOne e AirOne C.L. hanno un CCL che determina le proprie mansioni rafforzato dall’art. 2103 c.c., ma con la “volontarietà” il discorso cambia.
Con la circolare n. 3 del 15 gennaio 2004 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inteso fornire le proprie interpretazioni operative su un istituto, quello del distacco temporaneo del personale da un’impresa ad un’altra, che è stato disciplinato dall’art. 30 del D. L.vo n. 276/2003.
La circolare n. 3 ricorda che la figura del distacco presuppone due requisiti essenziali: la temporaneità e l’interesse del distaccante. Si tratta di due condizioni di legittimità già individuate dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 5102 del 21 maggio 1998 e che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fece proprie con le note n. 5/25814/70/VA dell’8marzo 2001 e n. 5/26183 dell’11 aprile dello stesso anno allorché ritenne, pur in assenza di un preciso disposto normativo, legittimo il comando di lavoratori fra società collegate dello stesso gruppo. Esso appare finalizzato oltre che ad una esigenza dell’attività imprenditoriale, anche a razionalizzare ed equilibrare lo sviluppo delle imprese del gruppo.
Ma cosa si intende per temporaneità? La risposta del Dicastero del Welfare è nel senso che essa non deve essere definitiva e può durare (concetto, come si vede, abbastanza ampio) finchè dura l’interesse del distaccante.
Ma, allora, quale è il significato da dare al concetto di interesse del datore di lavoro?
Anche in questo caso la risposta dell’Amministrazione è piuttosto ampia, in quanto, dopo aver ribadito che l’interesse deve protrarsi per tutta la durata del distacco, afferma che il distacco trova la propria legittimazione in qualsiasi interesse produttivo del distaccante che non coincida (questo appare l’unico limite) con la mera somministrazione di lavoro ove l’interesse del datore di lavoro distaccante si realizza “sfruttando” a fini di lucro il lavoro altrui.
Come si vede, quindi, combinando i due requisiti si può affermare che il distacco, sia pure temporaneo, può avere una durata estremamente lunga.
Alla domanda: <visto che il distacco prevede una temporaneità, per quanto tempo il lavoratore “volontariamente” verrà distaccato in questa nuova realtà? E se volesse tornare indietro>?
La risposta è stata: “ora non sappiamo per quanto tempo, potrebbe essere per esempio 18 mesi, ovvio che se qualcuno volesse tornare indietro dovrebbe avvisarci almeno 9 mesi prima in modo tale da potersi organizzare.”
Il distacco temporaneo del lavoratore prevede inoltre il mutamento non definitivo del luogo di lavoro.
Ma se un domani si decidesse di tornare in Cai con la vecchia base Milano e Cai non avesse disponibilità se non su altre basi?
Chi si è chiesto cosa accadrebbe ai Colleghi “volontariamente” distaccati se AirOne venisse ceduta tramite trasferimento di ramo d’azienda a qualcun altro? Per esempio all’AirOne City Liner dopo la dichiarazione “Cityliner non rientra negli accordi di Palazzo Chigi, pertanto il personale lo paghiamo come diciamo noi”!
Certo, come detto all’incontro si potrebbe tornare indietro in Cai, sei solo distaccato ma, siamo sicuri che Cai avrà posti per chi decide di tornare indietro? Siamo sicuri che questi siano sulla stessa base? Ci sentiamo di ricordare che alla firma della lettera di assunzione in Cai, nella seconda pagina è riportato quanto segue: Resta inteso che, laddove il mio nuovo rapporto si dovesse risolvere per giustificato motivo oggettivo, ovvero per effetto dell’applicazione delle procedure di cui agli art. 4 e 24 Legge 223/91, ai sensi dell’art. 2 comma 5-quarter della 1.166/08, avrò diritto ad essere riammesso nel programma di Cigs con le modalità ed i tempi ivi indicati.
Ma prima di far firmare una lettera di distacco al personale non ritenete opportuno fare un tavolo tecnico
con i sindacati e verificare i corretti termini del distacco?
Che come risposta ha avuto: <ma quali sindacati, qui si parte con un nuovo progetto chi vuole farne parte ce lo dimostri altrimenti potete restare dove state e con (riferito ai Colleghi Cai Second) il futuro incerto che avete, visto che gli aeromobili attualmente distaccati in Cai Second verranno in AriOne e magari finite a Catania>.
Ma non siete neanche disposti a far prima visionare la lettera di distacco che proporrete ai Colleghi?
Risposta: <NO, noi pensiamo di farvi un favore preferendo voi che siete della zona e sarete stufi di fare must-go in continuazione e poche ore di volo mensili>.
Loro fanno un favore a noi? Eppure gli assunti su base Milano sono gli unici che possono distaccare coattamente. Peccato che senza la nostra “volontarietà” non possono cambiarci le mansioni definite dal CCL in essere.
Troppe aree grigie. Per questo tanti hanno deciso di revocare la propria adesione data inizialmente d’istinto con il sogno di tornare a lavorare vicino casa, famiglia ed affetti.
Chi ha deciso di revocare la propria “adesione volontaria”, che non è assolutamente vincolante fino alla firma, lo ha fatto e lo sta facendo semplicemente inviando una mail alla Gestione del Personale con la seguente dicitura:
Oggetto: Disponibilità progetto AirOne Malpensa
Gentili signori,
a seguito delle ulteriori e più esaustive informazioni ottenute in merito al progetto di cui all'oggetto,
con la presente ritiro la mia disponibilità al distacco in Air One alle condizioni ad oggi proposte.
Distinti saluti.
Se proprio dobbiamo essere distaccati che lo facciano in forma coatta, in modo tale da non farci auto-goal variandoci da soli le mansioni per le quali siamo stati assunti.
La struttura base Milano
Avia Filt Cgil
Lì 30 gennaio ’10